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Coordinatore scientifico progetti europei per l'Università
15 Maggio 2018

Antonio Borgogni

“Il corpo sottile: dall’espressione alla sostenibilità”

DOMENICA 1 LUGLIO ore 11.00 // CONFERENZA

 

Jean Le Camus, in Pratiques psychomotrices (1984) ha utilizzato l’aggettivo subtil per definire il corpo nelle declinazioni che gli studiosi francesi hanno privilegiato dall’inizio di questo secolo. Il testo ricostruisce le correnti di pensiero e le pratiche a partire dalla prima apparizione del termine “psicomotorio”, intorno al 1870, proseguendo fino al 1982. Il testo presenta una lucida e completa analisi storica e scientifica che divide questo periodo in tre fasi identificate da diverse definizioni di corpo: abile (adroit), cosciente, portatore di significati (signifiant); le fasi sono anche contraddistinte da diversi concetti organizzatori: il parallelismo, l’impressionismo e l’espressionismo.
Nella terza fase (1974-80) Le Camus, anche in seguito alla rivoluzione culturale del ’68 e sottolineando il ruolo femminile, individua come concetto organizzatore l’espressionismo. Il corpo subtil diviene capace di emettere informazioni, è portatore di significati, parla per mezzo di segnali che precedono, accompagnano o sostituiscono la parola e che testimoniano “l’inserimento dell’individuo in una specie e in una cultura; attraverso sintomi che testimoniano del suo inserimento in una storia individuale, unica” (Le Camus, 1984, p. 57). Questo periodo vede, in Italia, una vera e propria rottura epistemica nella concezione del corpo proiettata nelle pratiche che, da un lato, si aprono ad esperienze percettivo-affettive e, dall’altro, coinvolgono soggetti e categorie, quali bambini e anziani, esclusi nella visione prestativo-performativa.
Proseguendo la ricostruzione di Le Camus sono state ipotizzate altre due fasi: la quarta, che comprende gli ultimi due decenni del secolo scorso, vede la comunicazione come concetto organizzatore e emozionale la definizione del corpo; la quinta, che arriva fino ai nostri giorni, vede la sostenibilità come concetto organizzatore e il corpo definito come ecologico (Borgogni, Davi, 1993; Borgogni, 2016).
La presentazione si focalizzerà sulla terza e la quinta fase per esplorare ed esemplificare pratiche e didattiche sostenibili sia in contesti formali che informali e scandire la differenza tra attività motorie egoistiche ed altruistiche in particolare concentrandosi sull’outdoor education (Farnè, Agostini, 2014) e sull’autonomia e il gioco libero nei bambini come dispositivi educativi (Gray, 2011, 2015).
L’argomentazione si concluderà, eventualmente, con le teorie del superamento del corpo come oggetto di (bio)politiche nella prospettiva delle psico-politiche (Han, 2014).

 

ANTONIO BORGOGNI

 

Il mio principale ambito di ricerca è il corpo sia nella prospettiva della sostenibilità delle didattiche motorie sia nel rapporto con lo spazio pubblico come analizzatore della qualità della vita urbana nella visione della “città attiva”. Altri ambiti di ricerca sono: i diritti dei bambini nello sport, sport e intervento sociale, le organizzazioni sportive.
Sono o sono stato coordinatore scientifico di cinque progetti europei per la mia Università.

 

Category: conferenze