Loading
Dario Sonetti biologo
7 Giugno 2018

Dario Sonetti

“Biocentrismo e ri-educazione alla felicità”

DOMENICA 1 LUGLIO ORE 15.00 // CONFERENZA

 

Quasi sicuramente i mali che oggi affliggono l’umanità ed il nostro pianeta si sono per la maggior parte originati da una non corretta interpretazione e conseguente attuazione che abbiamo dato, soprattutto nel mondo occidentale, al significato di pulsioni fondamentali quali la ricerca del piacere, del benessere e infine della felicità. La ragione di tutto ciò viene anche da un concetto di educazione che ha privilegiato l’affermarsi della persona principalmente su una base materialistica ed edonistica e che per questo ha posto l’uomo nel diritto di possedere e sfruttare per le proprie necessità e desideri qualunque risorsa disponibile con modalità che ad oggi si rivelano funestamente insostenibili.
Come biologo ho affrontato il significato evolutivo di queste pulsioni cercando di darne una spiegazione che potesse essere adattativamente vantaggiosa. Mentre piacere e benessere possiedono un profondo significato biologico che condividiamo con gli altri esseri viventi per il ruolo strategico che hanno a garantire la sopravvivenza, la ricerca della felicità è una prerogativa squisitamente umana in quanto prodotta dalla nostra mente cognitiva, a sua volta possibile per l’avvento di quella parte di cervello, la neocorteccia, evolutasi in complessità nella nostra specie come in nessun’altra, per quanto ne sappiamo.
Se nel mondo animale, istinto, apprendimento ed educazione possono costituire tre passaggi evolutivi alla base del comportamento, è proprio quest’ultima, l’educazione, ciò che più ci appartiene come specie senziente. Tale possibilità, per la carica di consapevolezza che comporta, dovrebbe servire a relazionarci nella maniera più corretta con il nostro prossimo ed il resto del mondo in termini di rispetto e buona convivenza. È solo attraverso l’educazione nel suo significato più profondo che si arriva a porre la vita ed il suo rispetto al centro del nostro pensiero e delle nostre azioni e ci dà le basi per concepire un concetto di felicità che sia più autentico e quindi foriero di quelle condizioni che sole possono permettere la continuazione dell’esistenza della nostra specie come parte armonica del sistema e non come elemento prevaricatore. Vista la realtà della situazione attuale e la nozione fuorviante ed ingannatrice che ci è stato inculcata e predomina, credo si possa e si debba parlare più di “ri-educazione alla felicità” e le nuove generazioni ne dovrebbero essere le destinatarie e protagoniste. Cosa si può fare a riguardo?

 

DARIO SONETTI

 

Dario Sonetti è biologo, è stato docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia dove ha insegnato tra l’altro “Biologia del Benessere.” Ha svolto ricerche in Italia e all’estero sull’evoluzione di strutture e funzioni del sistema nervoso ed immunitario. Si è interessato parallelamente ai problemi inerenti la salvaguardia e la conservazione della biodiversità in Paesi dell’area tropicale attraverso la realizzazione di progetti di cooperazione internazionale con l’associazione “Foreste per Sempre” di cui è dirigente. Svolge attualmente attività di divulgazione su queste tematiche perché ve ne sia una consapevolezza diffusa.

 

Category: conferenze