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COS’È L’EDUCAZIONE BIOCENTRICA

Il metodo esperienziale è uno dei metodi dell'Educazione Biocentrica


“… la teoria della ghianda, l’idea, cioè che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta …
… Dobbiamo prestare particolare attenzione all’infanzia per cogliere i primi segni della nostra essenza all’opera, per afferrare le sue intenzioni e non bloccarle la strada…”

 

HILLMAN

UN NUOVO MODO DI EDUCARE

COS’È L’EDUCAZIONE BIOCENTRICA

Un nuovo modo di educare, abbandonando la vecchia visione antropocentrica per approdare a un paradigma che vede l’uomo abitante del pianeta alla stessa stregua di ogni altra forma vivente.

 

La priorità dell’educazione biocentrica è lo sviluppo di regole interne per vivere, per imparare ad essere inseriti in una comunità umana all’interno del proprio ambiente, in interscambio con tutte le manifestazioni della vita.

 

La vita è il centro teorico e metodologico dell’educazione.

 

Non un’educazione individualista, ma un’educazione alla socialità, un percorso che ogni individuo attua all’interno della propria comunità, sviluppando quelle capacità che da sempre hanno permesso la vita dell’essere umano sul pianeta: il costruire insieme, la solidarietà, il rispetto della diversità, a partire dal riconoscimento e dallo sviluppo di tutte le potenzialità individuali.

COSA SIGNIFICA “EDUCARE”

Il termine educazione deriva dal latino e-ducere, condurre fuori, portare alla luce.

 

Il termine educazione è spesso ritenuto complementare a istruzione.

 

Mentre col termine istruzione si intendono metodologie più spiccatamente “trasmissive” dei saperi, il significato di educazione è più ampio e mirante ad estrapolare e potenziare anche qualità e competenze spesso nascoste.

 

Dentro ognuno di noi, adulto o bambino, sta una conoscenza antica, intuizioni preziose della storia dell’umanità, che affiorano in noi attraverso modalità sempre nuove che possono essere riconosciute e stimolate.

 


IL termine “educazione” non si riferisce solamente all’età evolutiva, ma indica un processo che dura tutta la vita.

 

Educazione dunque non solamente per bambini e ragazzi, ma educazione permanente.

Educazione Biocentrica

APPROCCIO EDUCATIVO

IL CONCETTO DI APPRENDIMENTO
La conoscenza non è un processo di informazione e memorizzazione; essa si incorpora attraverso atti di co-costruzione. E’ necessario “apprendere a sentire” e successivamente “apprendere a pensare”. La preparazione all’indipendenza economica è in fondo la preparazione e essere ricchi di motivazioni per vivere.
IL CONCETTO DI INTELLIGENZA AFFETTIVA
“L’apprendimento, la creatività e la qualità di vita scaturiscono da una fonte comune: l’affettività. Per questa ragione risulta essenziale comprendere il concetto di INTELLIGENZA AFFETTIVA come fondamento dell’educazione.”  ROLANDO TORO ARANEDA
INTELLIGENZA ED AFFETTIVITÀ
Per noi l’intelligenza è la capacità affettiva di stabilire connessioni con l’esistente e di mettere in relazione l’identità personale con quella dell’universo, per divenire creatori della propria vita e aumentare le risorse di vita per tutta la comunità. Per noi l’affettività è una disponibilità, un’inclinazione di cura ed empatia nei confronti delle persone e di tutto ciò che è vivo. Si manifesta come tenerezza, amicizia, altruismo, amore, affinità per la vita. Presuppone la capacità di percepire e dare limiti e scegliere la propria vita.

Nell’Educazione Biocentrica il processo di insegnamento-apprendimento si avvale di tutti i metodi che favoriscono il vivere comunitario, nel rapporto con l’ambiente in cui le diverse comunità si sviluppano.

Immaginiamo tutti questi metodi come informazioni in comunicazione e interconnessione costante, che si muovono appoggiandosi ad un substrato comune: l’Educazione affettiva, una capacità di risonanza con noi stessi, con ogni essere vivente, con l’universo. Capacità che è implicita al vivente, ma che deve essere riconosciuta, accolta e coltivata.

Educazione Biocentrica

METODOLOGIE

METODI ESPERIENZIALI
Ogni apprendimento nasce dall’esperienza, come dice Dewey: “L’esperienza deve essere assunta nel suo significato più vasto e comprende nel suo campo il sole, le nuvole, la pioggia, il seme, il raccolto e insieme l’uomo che lavora, che semina, inventa, usa, soffre e gode. L’esperienza comprende così l’intero mondo degli eventi e delle persone: essa è essenzialmente storia.”
METODI ATTIVI
Intesi come l’iniziativa, la ricerca delle soluzioni, l’utilizzo della sperimentazione e dell’osservazione per l’elaborazione teorica, il coinvolgimento reale e intimo degli individui, l’’acquisizione di sapere per appropriazione-scoperta, piuttosto che per trasferimento-ricezione.
METODI GLOBALI
Varie modalità di partire dal complesso, dal dato di realtà che è sempre in interconnessione con il tutto, dalle nostre percezioni sensoriali per arrivare a discernere le varie parti, approfondendole via via. il metodo globale, perché ci permette di avere una visione di insieme, e, nella complessità di un mondo globalizzato, questa visione è fondamentale per poter comprendere le cose che ci accadono, e la realtà motiva il bambino/a all’apprendimento e permette di far fronte alle frustrazioni.
METODO MAIEUTICO
Metodo d’insegnamento proprio di Socrate, basato sul dialogo e sulla discussione; grazie ad esso l’allievo scopre gradatamente e autonomamente la verità. La “lezione” frontale è sostituita dal porre domande che stimolano la riflessione e il dialogo.
METODO FENOMENOLOGICO
Approccio fenomenologico al sapere. Partendo dallo studio della percezione, il filosofo fenomenologo Merleau-Ponty giunge alla conclusione che il corpo non è solamente un potenziale oggetto di studio della scienza, ma è anche la condizione necessaria dell’esperienza: il corpo costituisce l’apertura percettiva al mondo. La preoccupazione di evitare una caduta nel solipsismo, trova la soluzione nell’ipotizzare un rapporto di empatia fra i diversi Ego, grazie al quale l’esperienza vissuta del singolo (Erlebnis) possa diventare una esperienza comune e aprire la strada verso la conoscenza.
BIODANZA
Sistema di sviluppo psico-fisico che favorisce lo sviluppo dell’intersoggettività (vedi ricerca dell’Università La Sapienza di Roma sugli effetti di Biodanza sul benessere della persona). L’intersoggettività primaria è la capacità del bambino di entrare in una relazione diretta di tipo espressivo, emotivo e corporeo con la persona che si occupa di lui. Nell’adulto si manifesta nella capacità di costruire relazioni di reciprocità, di condivisione, di affettività, di attenzione condivisa.

Educazione Biocentrica

LA SCUOLA "LA VITA AL CENTRO"

UNA VISIONE DELLA VITA E DELLA SOCIETÀ

 

L’Educazione Biocentrica nasce da una visione: quella di un mondo gioioso e affettivo in cui ciascuno può svilupparsi e nutrire la vita in tutte le sue formeE come fare a muoversi verso questo obiettivo? Imparando a prendersi cura di sé in quanto essere vivente, e sviluppando le proprie potenzialità per arricchire il mondo. Come è possibile far vivere questa concezione innovatrice di una società solidale e felice?

Partendo da se stessi, dalla propria vita, imparando a prendersi cura di sé in quanto essere vivente, e sviluppando le proprie potenzialità per arricchire il mondo, e incarnando nel quotidiano nei nostri gesti, nei nostri passi, nelle nostre parole e nelle nostre azioni gli universali umani: presenza, qualità del momento vissuto, coraggio per osare essere, attenzione a sé e all’altro.

Questa nuova concezione basata su un’etica del vivente ci conduce, oltre la nostra individualità/singolarità, verso una fraternità sociale e una nuova forma di educazione. L’affettività diviene azione sociale.

La sede immersa nel verde di "La vita al centro" la prima Scuola Biocentrica in Italia
E’ A PARTIRE DA QUESTA VISIONE CHE È NATA, IN ITALIA, A TORINO, NEL 2009, LA SCUOLA BIOCENTRICA PER BAMBINI, GIOVANI E ADULTI IN RICERCA, CON UN PUGNO DI BAMBINE/I DI TRE ANNI.
Oggi con il nido, il giardino d’infanzia, l’educazione primaria e la partenza della secondaria e con il percorso di formazione per adulti della Scuola IBF per divenire facilitatori di Biodanza, costituiamo una piccola comunità di più di cento famiglie, co-creatori di un mondo possibile per tutti.